Come si fa a essere un traduttore professionale?

sito-multilingua3_800x520La strada che permette di divenire un traduttore professionale può essere in salita e ricca di ostacoli, ma la gratificazione che deriva dalle soddisfazioni lavorative ripaga di tutti i superfici compiuti. Già, ma in cosa consiste questa strada? Si può scegliere se essere autodidatti o se partire da un percorso di studi universitari basato su un corso di laurea in interpretariato, in lingue e letterature straniere o in mediazione linguistica. La conoscenza della lingua, però, è solo il primo passo per avere successo: non si può fare a meno, per esempio, di avere dimestichezza con i Cat Tools.

Per quel che riguarda la formazione, non è detto che si debba fare riferimento per forza a un corso universitario. Molti istituti, infatti, permettono di seguire corsi specializzati che si abbinano a stage e progetti di inserimento nel mondo del lavoro che meritano di essere presi in considerazione con grande attenzione. Le associazioni di traduttori – Ata e Iti sono le più importanti – possono rappresentare un ottimo punto di riferimento, sia per conoscere più da vicino il mondo in cui si è interessati a entrare, sia per essere in contatto con i colleghi, e magari trovare proposte di lavoro.

Quali sono, dunque, le caratteristiche e le doti che rendono un traduttore professionale competente e qualificato? Prima di tutto, la versatilità, necessaria per lavorare su testi di tipologie differenti: soprattutto nei primi tempi può capitare di avere a che fare con contenuti di vario genere, e solo con il passare degli anni si avrà la possibilità di specializzarsi e di far valere tale specializzazione anche in termini di retribuzione. Più si è specializzati, d’altra parte, e più si è in grado di svolgere il proprio lavoro in modo efficace: non si può pensare che chi si occupa della traduzione di documenti, di contratti o di pratiche burocratiche sia in grado di padroneggiare con la stessa efficienza traduzioni di poesie e di romanzi.

Soprattutto chi ha in mente di lavorare da freelance, poi, deve essere munito di una grande capacità di autogestirsi, che spesso manca a chi lavora da casa: invece è opportuno imparare a tenere sotto controllo le scadenze e a rispettare i tempi di consegna, poiché la puntualità e la precisione sono le doti che distinguono un professionista a cui ci si può affidare con la massima tranquillità da un traduttore comune che a causa della sua disorganizzazione rischia di compromettere pesantemente un lavoro.