Derattizzazione in casa: consigli utili

mouseOdori strani, rumori di graffi contro pareti o porte, piccoli escrementi lasciati in giro in ogni dove, frutta morsicata. Sono questi i segni che dovrebbero mettere tutti i proprietari di garage, cantine, abitazioni private o capannoni in allarme e farli correre ai ripari con una vera e propria derattizzazione. Non c’è, infatti, tempo da perdere. I topi si diffondono a macchia d’olio e si riproducono molto velocemente, essi sono diventati capaci di adattarsi ad ogni tipo di ambiente, sia urbano che non, e ad ogni livello di igiene. Oltre ai danni materiali che possono provocare, rosicchiando e graffiando mobili, porte e finestre, vi sono rischi per la salute. Topi e ratti possono trasmettere, cioè, agenti patogeni e malattie non solo attraverso gli escrementi lasciati in giro per casa durante il loro peregrinare, ma anche attraverso i parassiti sul loro corpo.

I posti più a rischio sono i bidoni della spazzatura, le cucce e le ciotole dei vari animali domestici e le cantine, dove, magari, è stata stipata anche qualche provvista. E’ troppo semplice pensare di risolvere il problema mettendo un po’ di formaggio e una piccola trappola. I roditori si rivelano sempre più furbi e resistenti anche ai veleni. Sono in molti ad assicurare che non c’è esca o trappola in grado eliminare il problema alla radice, soprattutto se ogni mossa non è ben pensata e se non si adotta una strategia ben precisa. Se i roditori infestano la propria casa, serve una derattizzazione topi fatta da veri e propri professionisti. Saranno gli esperti, a seconda della zona della casa e del tipo di roditori presenti, a scegliere la strategia migliore fra: trappole, collanti, esche con veleno, ultrasuoni o la cattura viva.

Le trappole per topi possono essere: ad esca, a molla, a scatto o con la colla. Vanno posizionate lungo il sentiero che potrebbe percorrere il topo e bisogna fare i modo che il roditore, l’inquilino abusivo, non senta l’odore dell’uomo, capisca così che i conti non tornino e aggiri l’ostacolo neutralizzandone l’efficacia. Mai, quindi, toccare con le mani il cibo che si andrà a mettere come esca, mai lasciare proprie tracce. Fra gli altri metodi utilizzati per la derattizzazione le trappole sono quelle che garantiscono più sicurezza. Sia vivo che morto, infatti, il topo viene ritrovato vicino alla trappola e si ha la certezza di averlo catturato.

Il veleno, invece, non comporta la cattura immediata del topo. Il roditore può morire dopo essersi allontanato e quindi non garantire la certezza di sapere che la strategia messa in atto sia andata a buon fine. Gli ultrasuoni, infine, vengono generati da strumenti in grado di emettere impulsi elettrici di frequenza variabile e provocano, nei vari roditori, alti livelli di stress psicofisico che li portano semplicemente ad allontanarsi e non a scomparire completamente.