Impianti di sollevamento acque: Aspetti tecnici e normativi sulle stazioni di sollevamento

3_424x600Con le esigenze di gestione delle acque sempre più stringenti, con gli eventi meteorici sempre più importanti e concentrati, e naturale che gli aspetti tecnici della gestione e del sollevamento acque siano quantomeno attuali.

Per impianto di sollevamento si intende un sistema che permette di sollevare le acque da una determinata quota ad una quota pari o maggiore a quella di ingresso. Per fare ciò il sistema si basa sull’utilizzo di una o più pompe opportunamente collegate e solitamente del tipo ad immersione o sommergibili. Le pompe, solitamente installate in una o più vasche o vani di adeguato volume e dimensione, raccolgono le acque in arrivo in tale vano e le sollevano fino alla tubazione di scarico. Per fare questo le pompe forniscono una adeguata energia potenziale alle acque che quindi vengono immesse in pressione nella tubazione di scarico.

Le pompe (quasi sempre elettriche, ovvero elettropompe) sono corredate di organi di controllo e regolazione sia idraulici che elettrici. Nel primo caso si ha a che fare di valvole di non ritorno per fare sì che la tubazione di scarico rimanga sempre piena ed in pressione; difatti non e raro che in tali impianti le condotte di scarico hanno lunghezze e/o prevalenze piuttosto importanti, e senza le citate valvole si correrebbe di avere pericolosi deflussi e ritorno allo spegnimento delle pompe. Altro organo idraulico tipico presente in tali impianti e la valvola di regolazione o saracinesca. La saracinesca in versione tipicamente manuale o più raramente elettrica permette di impostare la portata di deflusso regolando la condotta allo scarico. Solitamente gli organi di regolazione (magari con la aggiunta di un misuratore di portata) sono tipicamente installati in un apposito vano dedicato ed a tenuta idraulica separato dal vano di accumulo acque. Va detto che da qualche anno a questa parte la regolazione della portata avviene in maniera elettronica, ovvero grazie al largo impiego di inverter. Questa tecnologia rientra nel secondo comparto, ovvero quello elettrico. Per la regolazione di tali impianti sono presenti opportuni quadri elettrici di controllo, che oltre a fornire la energia elettrica di alimentazione delle pompe, provvede a tutti gli apparecchi di controllo e di sicurezza imposte dalla normativa vigente. Nel quadro sono inoltre presenti i collegamenti per i sensori di livello, gli organi di segnalazione e di manutenzione etc.

Da quanto sopra scritto risulta evidente quanto questi impianti siano complessi ed articolati. Questo consegue che la progettazione ed il dimensionamento di questi impianti sia fondamentale.

Per la progettazione di impianti sono presente alcune normative, sia nazionali che europee come ad esempio la EN 752-4:1997 e la UNI EN 12056-4 che danno linee guida sia in termini di portata che di volumi di invaso e rilancio. È interessante notare che la esperienza del progettista risulta fondamentale in questi tipi di casi. Infatti le variabili in gioco sono molteplici: il tipo di acqua da trattare, il carico inquinante, la frequenza di sollevamento e di avviamento delle pompe, la tipologia delle pompe (in particolare della girante), la posizione dei sensori di livello e dei galleggianti. 

Per maggiori chiarimenti sugli impianti di sollevamento acque visitate

http://www.acque-reflue.com/stazione-di-sollevamento-prefabbricata/